mercoledì 30 maggio 2012

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Di questo Maggio non dimenticherò com'è esser lontani dall'epicentro, avvertire la scossa e non riuscire a chiamare. Cellulari k.o. mentre la radio improvvisata di un tuo collega raccoglie informazioni allucinanti. Non dimenticherò com'è prendere l'auto e correre a folle velocità verso la città, sperando di non incrociare colonne di fumo o torri crollate. Non dimenticherò la voce e lo sguardo dei miei, costretti in strada dalla paura di morire; non dimenticherò gli occhi di chi vorrebbe esser consolato da un abbraccio che non poteva avere.

E poi altre scosse, palazzi crepati, case che crollano, incidenti a catena e squadre di aiuti. Io che indosso la divisa da soccorso e mia madre che urla "non andarti a mettere in situazioni pericolose!". La frenesia dei soccorritori, l'urgenza dell'intervento, le ore che scorrono lente fino al calar del sole. Un volontario che mi spiega il suo "piano anticrisi", cioè sistemare in ogni stanza della casa una bottiglietta d'acqua da mezzo litro, cui legare attorno un Duplo e un fischietto, così da sopravvivere per giorni sotto le macerie. E tanti volti, troppi per le mie parole.

Modena ha reagito muovendo una possente macchina dei soccorsi. Ho visto il meglio che l'essere umano può offrire, ho partecipato per tutto il tempo che ho potuto.

Solo che ora, quando mi alzo da una sedia, non capisco più se è la mia testa che gira o se è la terra che continua a tremare.

martedì 29 maggio 2012

e che.

che la vita va avanti, che il mondo profuma, che ogni giorno faccio un passo avanti e due di lato, e che avrei voglia di una musica che ancora non conosco; per dire che avete ragione, sì avete ragione voi a dirmi di vivere, che c'è davvero poco di cui preoccuparsi, che adesso sono io a dover prendere parte, che le difese non costruiscono, che la pioggia ha un odore soltanto se la lasci entrare; e sebbene sia così semplice, come guardare un cielo di stelle distesi sul prato, a volte sono io, e nient'altro, a non voler cambiare.



domenica 27 maggio 2012

happens.

entrare in auto e respirare aria nuova, intrisa di parole umide e profumo.
ascoltare quanto basta per sapere che esiste un angolino silenzioso dove riposare.
correre lungo le scale buie di un palazzo inseguendo una risata.
aprire gli occhi e sentirli appiccicosi ma distesi.
sentirsi incapaci di realizzare cosa fosse quel sapore.
scivolare con le dita su centimetri di pelle scoperta.
essere così distanti da tutto, increduli.
E per quanto fragile, lasciarsi trasportare, persi tra i capelli.

giovedì 24 maggio 2012

a proposito di diete.

Mattina di festeggiamenti.
Beppe nota che da qualche minuto sto osservando la sua strana escrescenza, altrimenti detta panza, mentre lievita tra un pasticcino e un bicchiere di prosecco.
E siccome alla linea ci tiene, si avvicina con fare sostenuto.


- Ti sembro forse grasso?
- No, ma se mangi un'altra merendina diventi visibile dallo spazio.


come cambiano le cose.

Nel 2006 mio padre odiava internet:

"non serve a niente, è una perdita di tempo, è lo strumento del demonio, dei pedofili, dei tossicodipendenti, del MALE!"

Nel 2012:

- Papà, scendiamo? C'è appena stato il terremoto!
- Devo scriverlo su Facebook.

mercoledì 23 maggio 2012

ubriaco a 78 anni.

- Perché mi trovo sull'ambulanza?
- Perché ha bevuto, è uscito di casa, e si è stampato su di una vetrina.
- Ah. E tu perchè sei in ambulanza?
- Perché la sera mi annoio parecchio. Nome e cognome?
- Non ho bevuto.
- Quale di questi è il nome?
- Non fare lo spiritoso.
- Come mai non ha bevuto, signor...?
- Luigi. Ma guidano tutti così male in Croce Rossa?
- Solo quando trasportiamo persone irritanti.
- Sembra che l'autista stia prendendo tutte le buche apposta!
- Se non mi da' le generalità faremo un po' di sterrato.
- Digli di smetterla!
- Potrebbe fare una donazione al nostro ente.
- Per cosa?
- Un' ambulanza nuova con amortizzatori decenti.
- Una donazione non sarebbe male...
- Magari postuma.
- Che hai detto?
- Che adesso le prendo la pressione, Luigi.
- La pressione? Ti sembro un canotto?
- No, è per accertarmi che lei non sia morto.
- Ok.
- Bene.
- Pensi che io sia una persona pesante?
- Potrebbe smettere di parlare nello stetoscopio?
- Mia moglie dice che ho fatto le feci nere. Cosa ne pensi?
- Che sua moglie non ha niente di meglio da fare.
- Seriamente!
- Che riuscire ancora a farle alla sua età è già qualcosa.
- Voglio sapere come sto, non queste stronzate!
- Signor Luigi, se non molla lo stetoscopio la lego alla barella!
- Ma dimmi la verità: sono grave?
- Non tanto.
- Quale codice di rientro hai dato?
- Codice Chianti.

martedì 22 maggio 2012

detto, fatto.

"dovete smettere di litigare, e iniziare a essere collaborativi, uniti, maturi!"

il responsabile Mini durante la riunione del laboratorio


"- Nicolò, sapevi che
 - Torna nella conchiglia, paguro!"

io a  Pirlinelli, 10 minuti dopo